Minimale contributivo giornaliero INPS 2026: gli aggiornamenti chiave

Con l’inizio del nuovo anno sono stati aggiornati i valori di riferimento per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti per i lavoratori dipendenti.
La nuova determinazione stabilisce, per il 2026, il limite minimo di retribuzione giornaliera e aggiorna gli altri importi utili per il versamento dei contributi all’INPS.

📊 Cos’è il minimale contributivo giornaliero

Il minimale di retribuzione giornaliera rappresenta il valore minimo su cui devono essere calcolati i contributi previdenziali, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente percepita dal lavoratore.
Questo parametro è fondamentale perché:

  • garantisce una copertura contributiva adeguata ai fini pensionistici
  • incide sul calcolo di prestazioni come pensioni, disoccupazione e indennità varie
  • definisce la base minima contributiva per i datori di lavoro
📈 Aggiornamento per il 2026

Per il 2026, i valori sono stati aggiornati in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, come previsto dalla normativa. Il minimale giornaliero è fissato a 58,13 euro (9,5% del trattamento minimo mensile di pensione FPLD pari a 611,85 euro).

Oltre al minimale giornaliero, sono stati adeguati anche:

  • limiti di retribuzione per il calcolo dei contributi
  • massimali contributivi per alcune categorie di lavoratori
  • gli importi di riferimento per specifiche prestazioni previdenziali e assistenziali

Questi aggiornamenti garantiscono l’allineamento dei contributi all’andamento del costo della vita.

👥 Chi riguarda

Le nuove soglie si applicano alla generalità dei lavoratori dipendenti, quindi coinvolgono:

  • imprese e datori di lavoro
  • lavoratori dipendenti del settore privato
  • alcune categorie del settore pubblico in regime INPS

L’adeguamento riguarda anche i consulenti del lavoro e i professionisti che gestiscono buste paga e contributi.

⚠️ Perché è importante adeguarsi correttamente

Un errato calcolo dei contributi può comportare:

  • differenze contributive da versare successivamente
  • sanzioni e interessi
  • problemi nella posizione assicurativa del lavoratore

Adeguare correttamente le retribuzioni ai nuovi minimali è quindi fondamentale per evitare irregolarità.

🏢 Il supporto del CAF e degli studi di consulenza

Presso i nostri uffici offriamo supporto a:

  • aziende e datori di lavoro per la verifica dei contributi
  • lavoratori che vogliono controllare la propria posizione assicurativa
  • contribuenti che necessitano di chiarimenti su versamenti e diritti previdenziali

🔍 Un controllo periodico della posizione contributiva aiuta a tutelare il futuro pensionistico.

📌 Un aggiornamento tecnico, ma fondamentale

Anche se si tratta di un aggiornamento “tecnico”, il minimale contributivo incide direttamente sui diritti futuri dei lavoratori e sugli obblighi delle imprese.
👉 Per questo è sempre consigliabile verificare la corretta applicazione dei nuovi valori e mantenere aggiornata la propria posizione previdenziale.

Fondi di solidarietà ed esodi aziendali: aggiornati i requisiti pensionistici

Importanti novità per i lavoratori che si trovano nella fase finale della carriera: sono stati aggiornati i requisiti pensionistici legati agli assegni straordinari dei Fondi di solidarietà bilaterali e alle prestazioni di esodo per i lavoratori prossimi alla pensione.
L’adeguamento tiene conto dell’aumento della speranza di vita, come previsto dalla normativa vigente, e riguarda in particolare le misure di accompagnamento alla pensione.

👥 Di cosa si tratta

Le prestazioni interessate sono due strumenti molto utilizzati dalle aziende nei percorsi di riorganizzazione:

  • Assegni straordinari dei Fondi di solidarietà bilaterali di settore (strumenti che consentono di accompagnare i lavoratori alla pensione con un sostegno economico)
  • Prestazioni di esodo previste dall’articolo 4 della legge n. 92/2012 (accordi tra azienda e lavoratore per uscita anticipata con copertura fino alla pensione)

Si tratta quindi di strumenti che permettono ai lavoratori prossimi alla pensione di uscire anticipatamente dal lavoro mantenendo una tutela economica fino al raggiungimento del diritto pensionistico.

📈 Cosa cambia con l’adeguamento 2026

Con l’aggiornamento legato alla speranza di vita:

  • si adeguano i requisiti anagrafici e contributivi necessari per accedere alla pensione
  • di conseguenza, si aggiornano anche i termini di accesso e la durata delle prestazioni di accompagnamento

In pratica, i percorsi di esodo e gli assegni straordinari dovranno essere calcolati sulla base dei nuovi requisiti pensionistici in vigore.
Questo significa che, in alcuni casi, la permanenza nei fondi o nei percorsi di accompagnamento potrebbe allungarsi.

⚠️ Perché è importante verificare la propria posizione

Queste modifiche possono avere effetti concreti su:

  • la data di pensionamento effettiva
  • la durata dell’assegno straordinario
  • l’importo complessivo percepito durante il periodo di accompagnamento

Per questo motivo è fondamentale che i lavoratori interessati verifichino con attenzione la propria posizione previdenziale e il piano di uscita concordato con l’azienda.

🏢 Il ruolo del Patronato

Presso il nostro Patronato assistiamo lavoratori e aziende per:

  • verifica dei requisiti pensionistici aggiornati
  • simulazione della data di pensione
  • controllo dei periodi coperti da contribuzione figurativa
  • supporto nella gestione delle pratiche di esodo e accesso ai fondi

🔍 Un controllo preciso oggi evita errori e sorprese negli anni che precedono la pensione.

📌 Un passaggio delicato da gestire con attenzione

L’adeguamento alla speranza di vita è un meccanismo automatico previsto dalla legge, ma può incidere in modo significativo sui percorsi di uscita dal lavoro già programmati.
👉 Per questo è sempre consigliabile aggiornare i conteggi e verificare la propria posizione con il supporto di professionisti qualificati.

POS e registratori telematici: cosa cambia dal 2026 per gli esercenti

A partire dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una delle novità più importanti degli ultimi anni in materia di pagamenti elettronici e controlli fiscali: l’obbligo di collegamento tra POS e registratore di cassa telematico.
Si tratta di una misura prevista dalla Legge di Bilancio 2025 con l’obiettivo di rendere più trasparenti e tracciabili gli incassi degli esercenti, contrastando l’evasione fiscale e semplificando la gestione dei corrispettivi.

📌 Cosa prevede la nuova normativa

Dal 2026, tutti gli esercenti che accettano pagamenti elettronici dovranno:

  • collegare telematicamente il POS al registratore di cassa
  • trasmettere automaticamente i dati degli incassi all’Agenzia delle Entrate
  • registrare il collegamento tramite i servizi telematici dedicati

Questa integrazione permetterà un flusso automatico e digitale dei dati, evitando discrepanze tra pagamenti ricevuti e documenti fiscali emessi.

⏱️ Tempistiche operative

Anche se l’obbligo è scattato formalmente dal 1° gennaio 2026, gli operatori avranno un periodo tecnico per adeguarsi.
Le nuove funzionalità e i sistemi operativi saranno infatti disponibili a partire da marzo 2026, con una finestra temporale per completare la registrazione del collegamento tra POS e cassa.

⚠️ Sanzioni e controlli

Resta confermato l’obbligo di accettare pagamenti elettronici senza importo minimo. In caso di rifiuto o mancato adeguamento:

  • è prevista una sanzione di 30 euro
  • più una maggiorazione pari al 4% della transazione rifiutata

Il nuovo sistema consentirà inoltre all’Agenzia delle Entrate di incrociare automaticamente i dati degli incassi elettronici con gli scontrini emessi, facilitando i controlli fiscali.

🧾 Chi è obbligato e chi no

L’obbligo riguarda:

  • commercianti
  • professionisti
  • artigiani
  • imprese che operano con consumatori finali

Restano invece alcune limitazioni o casi particolari per specifiche categorie che, per natura dell’attività o condizioni oggettive, non sono pienamente coinvolte nel nuovo sistema.

🔧 Cosa serve per adeguarsi

Questa novità rappresenta un passaggio importante verso la digitalizzazione fiscale, ma richiede anche:

  • aggiornamenti tecnologici
  • verifiche tecniche
  • corretta registrazione dei collegamenti

Restare aggiornati oggi significa evitare problemi domani.

👥 Come possiamo aiutarti

Il nostro team è sempre al tuo fianco per accompagnarti in ogni adempimento fiscale con semplicità e sicurezza:

  • verifica della compatibilità dei tuoi dispositivi
  • assistenza per la registrazione del collegamento
  • supporto per aggiornamenti software
  • consulenza per evitare sanzioni

🔍 Contattaci subito per essere in regola senza stress!

Competenze specialistiche nelle PMI: al via il nuovo bando con contributi per la formazione

Arriva una nuova importante opportunità per le imprese: il bando per lo sviluppo di competenze specialistiche delle PMI, introdotto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e disciplinato dal recente decreto direttoriale del 26 gennaio 2026, che stabilisce termini e modalità per la presentazione delle domande.

Si tratta di un intervento di finanza agevolata pensato per aiutare le piccole e medie imprese a rafforzare le competenze del personale, in particolare nei settori della transizione digitale e green.

🎯 Obiettivo della misura

Il bando nasce per sostenere le imprese nell’aggiornamento e nella crescita professionale dei dipendenti, attraverso percorsi di formazione specialistica legati a:

  • innovazione tecnologica
  • digitalizzazione
  • sostenibilità e transizione ecologica

L’obiettivo è aumentare competitività e produttività delle PMI, rendendole più preparate alle sfide del mercato attuale.

💰 Quali agevolazioni sono previste

Il regime di aiuto prevede contributi per finanziare:

  • percorsi di formazione specialistica del personale
  • servizi di sviluppo competenze
  • progetti legati all’innovazione e all’evoluzione organizzativa

In alcuni casi, le agevolazioni possono coprire una quota significativa delle spese sostenute, arrivando fino al 50% o oltre dei costi ammissibili a seconda del progetto e dell’area geografica.

🏢 Chi può accedere

Possono presentare domanda:

  • piccole e medie imprese (PMI)
  • aziende operanti nei settori produttivi e dei servizi
  • imprese che intendono investire nello sviluppo delle competenze del proprio personale

L’intervento è particolarmente orientato alle imprese che operano nei territori interessati dai programmi nazionali di innovazione e competitività.

📅 Quando presentare domanda

Il decreto direttoriale ha definito l’apertura dello sportello per la presentazione delle istanze.
In particolare:

  • le domande potranno essere presentate dal 12 marzo 2026 al 14 maggio 2026 tramite il portale dedicato gestito da Invitalia

Le risorse sono limitate: è importante preparare la domanda per tempo.

🔧 Perché questa misura è strategica

Investire nelle competenze oggi significa:

  • migliorare la competitività dell’azienda
  • aggiornare processi e tecnologie
  • rafforzare il capitale umano
  • aumentare la qualità dei servizi offerti

Questo tipo di incentivo consente alle PMI di crescere senza sostenere da sole l’intero costo della formazione.

👥 Come possiamo aiutarti

Presso i nostri servizi di consulenza e finanza agevolata:

  • analizziamo i requisiti della tua impresa
  • individuiamo i percorsi formativi finanziabili
  • predisponiamo la domanda e la documentazione
  • ti accompagniamo fino all’ottenimento del contributo

🔍 Una corretta preparazione può fare la differenza nell’ottenimento del finanziamento.

Assegno di maternità dei Comuni 2026: importi aggiornati e nuovi limiti ISEE

Anche per il 2026 è confermato l’assegno di maternità concesso dai Comuni, una prestazione economica importante destinata alle madri che non beneficiano di trattamenti di maternità da lavoro o che percepiscono importi molto bassi.
Con la nuova circolare, sono stati aggiornati importi e soglia ISEE sulla base dell’adeguamento ISTAT.

👶 Quanto spetta nel 2026

Per le nascite, adozioni e affidamenti preadottivi avvenuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, l’assegno è pari a:

  • 413,10 euro al mese
  • per 5 mensilità complessive
  • ➡️ per un totale di 2.065,50 euro

Si tratta di un contributo economico significativo, che viene erogato in un’unica soluzione.

📊 Requisito economico: la nuova soglia ISEE

Per poter accedere al beneficio, il nucleo familiare deve avere un:

  • ISEE non superiore a 20.668,26 euro

Questo valore è stato aggiornato per il 2026 tenendo conto dell’andamento dei prezzi al consumo rilevati dall’ISTAT.
Attenzione: l’ISEE deve essere in corso di validità al momento della domanda.

🧾 A chi è rivolto

L’assegno di maternità dei Comuni è destinato alle madri che:

  • non hanno diritto a indennità di maternità da lavoro
  • oppure percepiscono un’indennità inferiore rispetto all’importo previsto

Il beneficio riguarda:

  • cittadine italiane
  • cittadine comunitarie
  • cittadine extracomunitarie con permesso di soggiorno valido
⏰ Quando presentare la domanda

La richiesta deve essere presentata al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso del minore in famiglia (adozione o affidamento).
Superato questo termine, il diritto al beneficio decade.

⚠️ Perché è importante farsi assistere

Molte domande vengono respinte o rallentate a causa di:

  • ISEE non corretto o non aggiornato
  • documentazione incompleta
  • errori nella compilazione della richiesta

Per questo motivo è fondamentale verificare in anticipo tutti i requisiti.

👥 Come possiamo aiutarti

Presso i nostri uffici CAF e Patronato ti assistiamo in tutte le fasi:

  • calcolo e aggiornamento dell’ISEE
  • verifica dei requisiti
  • compilazione e invio della domanda
  • controllo dello stato della pratica

🔍 Un supporto corretto ti permette di ottenere il contributo senza ritardi e senza errori.

Contattaci oggi per una verifica: informarsi è il primo passo per tutelare i tuoi diritti e non perdere le opportunità a tua disposizione.

Modelli RED, ICRIC e ICLAV: scadenza 28 febbraio 2026

Si avvicina una scadenza importante per molti pensionati e percettori di prestazioni assistenziali: entro il 28 febbraio 2026 è necessario presentare i modelli RED, ICRIC e ICLAV, indispensabili per mantenere il diritto ad alcune prestazioni economiche erogate dall’INPS.

📌 A cosa servono questi modelli

modelli RED, ICRIC e ICLAV sono dichiarazioni che servono all’INPS per verificare la situazione reddituale e le condizioni personali dei beneficiari di prestazioni assistenziali.
In particolare:

  • Modello RED: serve a comunicare i redditi percepiti (quando non già dichiarati all’Agenzia delle Entrate) per continuare a percepire prestazioni collegate al reddito
  • Modello ICRIC: riguarda i titolari di indennità di accompagnamento e serve a dichiarare eventuali periodi di ricovero gratuito
  • Modello ICLAV: riguarda gli invalidi civili e serve a dichiarare l’eventuale svolgimento di attività lavorativa
⚠️ Cosa succede se non si presenta la dichiarazione

La mancata presentazione dei modelli entro i termini può comportare:

  • sospensione delle prestazioni
  • riduzione o revoca degli importi
  • richieste di restituzione di somme percepite indebitamente

È quindi fondamentale rispettare la scadenza ed evitare interruzioni nei pagamenti.

👥 Chi deve presentare la dichiarazione

Sono interessati:

  • pensionati con prestazioni collegate al reddito
  • titolari di pensioni e assegni assistenziali
  • percettori di indennità di accompagnamento
  • invalidi civili con obbligo dichiarativo

Molti contribuenti ricevono una comunicazione dall’INPS, ma anche in assenza di lettera è importante verificare la propria posizione.

⏰ Ultimi giorni per mettersi in regola

Con la scadenza fissata al 28 febbraio 2026, è importante non aspettare gli ultimi giorni per evitare ritardi, errori o difficoltà nella trasmissione della pratica.

🏢 Come possiamo aiutarti

Presso i nostri uffici CAF e Patronato ti assistiamo gratuitamente per:

  • verifica dell’obbligo dichiarativo
  • raccolta dei dati necessari
  • compilazione e invio dei modelli
  • controllo dello stato della pratica

🔍 Se non hai ancora provveduto, questo è il momento giusto per regolarizzare la tua posizione.

👉 Invitiamo tutti i contribuenti interessati a contattarci quanto prima per definire la pratica ed evitare la sospensione delle prestazioni.

Bonus ZES: proroga fino al 2028 e nuove opportunità per gli investimenti nel Sud

Una delle misure più importanti a sostegno delle imprese che investono nel Mezzogiorno è stata confermata e prorogata anche per i prossimi anni. Parliamo del bonus ZES (Zona Economica Speciale Unica), un incentivo fiscale che mira a favorire gli investimenti nelle aree agevolate del Sud Italia e, grazie alla Legge di Bilancio 2026, è stato esteso fino al 31 dicembre 2028.

📌 Cos’è il Bonus ZES

Il Bonus ZES è un credito d’imposta sugli investimenti realizzati all’interno delle aree designate come Zone Economiche Speciali. Queste aree comprendono le regioni del Mezzogiorno originarie (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e recentemente estese anche ad Abruzzo, Marche e Umbria.

L’agevolazione consente alle imprese di:

  • usufruire di un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a impianti, strutture produttive o investimenti in zone ZES,
  • pianificare investimenti con un orizzonte temporale più ampio e sicuro, grazie alla proroga triennale.
📆 Proroga e tempistiche da segnare

La Legge di Bilancio 2026 ha stabilito che il Bonus ZES sarà fruibile per le annualità:

  • 2026
  • 2027
  • 2028

Ciò significa che le imprese che effettuano investimenti in questi anni potranno presentare le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate per accedere al credito d’imposta.

Per ogni anno sarà necessario:

  • inviare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate (entro la fascia dal 31 marzo al 30 maggio di ciascun anno),
  • attestare le spese ammissibili sostenute nell’anno con una successiva comunicazione integrativa.

Questa procedura consente di “prenotare” le risorse disponibili e assicurarsi l’accesso al beneficio.

📊 Come funziona il credito d’imposta

Il bonus non è un contributo a fondo perduto, ma un credito d’imposta da utilizzare in compensazione nelle dichiarazioni fiscali. La percentuale di agevolazione, confermata dalla normativa, può arrivare fino al 60% o più degli investimenti ammissibili realizzati nelle ZES, a seconda del tipo di impresa e della dimensione dell’investimento.

Gli investimenti ammissibili includono:

  • beni strumentali materiali e immateriali nuovi,
  • impianti e strutture produttive,
  • macchinari e attrezzature funzionali all’attività dell’impresa.
💡 Perché questa proroga può fare la differenza

La conferma del Bonus ZES fino al 2028 offre un importante orizzonte di programmazione agli imprenditori che vogliono sviluppare progetti di investimento nelle aree agevolate, favorendo così:

  • la modernizzazione delle strutture produttive,
  • la creazione di nuovi posti di lavoro,
  • l’attrazione di investimenti nel tessuto produttivo locale.

Inoltre, la Legge di Bilancio ha incrementato le risorse disponibili, cercando di far fronte alle richieste di crediti d’imposta che, negli anni precedenti, avevano portato a una copertura parziale delle domande.

👥 Come possiamo aiutarti

Presso i nostri servizi di consulenza:

  • verifichiamo se la tua impresa rientra nelle aree ZES e nei requisiti dell’agevolazione,
  • supportiamo nella predisposizione delle comunicazioni preventive e integrative da inviare all’Agenzia delle Entrate,
  • aiutiamo a pianificare gli investimenti in modo ottimale per massimizzare il beneficio fiscale.

🔍 Con un corretto percorso di assistenza, puoi sfruttare al meglio questa opportunità per far crescere la tua attività.

Informarsi è il primo passo per cogliere le agevolazioni che possono dare impulso alla tua impresa!

Bando INAIL: contributo a fondo perduto del 65% fino a 130.000 euro per la sicurezza sul lavoro

L’INAIL mette a disposizione, anche per il 2025-2026, un importante incentivo a fondo perduto dedicato alle imprese italiane che vogliono migliorare salute e sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso investimenti in attrezzature, tecnologie e progetti strutturati di prevenzione.

📌 Cos’è e perché conviene

Il Bando INAIL consente alle imprese di ottenere:

  • un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili,
  • con un massimo di 130.000 euro per progetto.

In pratica, se un’azienda investe 200.000 euro in interventi ritenuti ammissibili dal bando, può ottenere fino a 130.000 euro senza alcun obbligo di restituzione.

Questa misura non è un credito d’imposta, ma un vero e proprio finanziamento diretto che viene accreditato sul conto corrente dell’impresa beneficiaria, una volta completata positivamente l’istruttoria.

👷 Chi può partecipare

Possono accedere al contributo:

  • tutte le imprese, comprese le ditte individuali iscritte alla Camera di Commercio,
  • enti del Terzo settore per alcuni tipi di intervento,
  • micro, piccole e medie imprese di diversi settori economici.

Non sono ammessi al bando soggetti che abbiano già beneficiato di incentivi INAIL in passato per lo stesso tipo di progetto (con alcune eccezioni tecniche).

🔧 Quali interventi finanzia

Il bando finanzia progetti che:

  • riducono i rischi di infortuni e malattie professionali,
  • aumentano la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro,
  • includono l’acquisto di nuove attrezzature e macchinari,
  • prevedono modelli organizzativi di gestione della sicurezza,
  • comprendono la bonifica da materiali pericolosi come l’amianto.

Le spese ammesse sono quelle direttamente correlate al progetto e sostenute dopo la presentazione della domanda. Sono escluse spese per beni usati o sostenute prima della presentazione della domanda.

📅 Come funziona la procedura

La domanda va presentata in modalità telematica sul portale ufficiale dell’INAIL. La procedura prevede tipicamente:

  • la compilazione digitale della domanda,
  • la verifica e assegnazione del punteggio,
  • un click day per l’invio delle istanze,
  • la valutazione delle domande fino all’esaurimento delle risorse.

Le date precise per l’apertura e la chiusura della procedura vengono pubblicate annualmente sul sito istituzionale di INAIL.

🛠️ Perché non “lasciarsi scappare” questa opportunità

Ottenere un contributo così significativo può:

  • permettere all’impresa di ammodernare macchinari e sistemi di sicurezza,
  • ridurre i rischi di infortuni sul lavoro,
  • migliorare la competitività aziendale,
  • valorizzare le competenze interne e la qualità del processo produttivo.

Tuttavia, la procedura richiede attenzione nella compilazione e nella preparazione dei documenti: errori o mancanze possono compromettere l’ammissione o il buon esito dell’istruttoria.

👥 Come possiamo aiutarti

Presso il nostro CAF/Patronato e servizi di consulenza, offriamo:

  • supporto nella preparazione della domanda,
  • verifica dei requisiti di ammissibilità,
  • assistenza nella raccolta e compilazione della documentazione,
  • accompagnamento fino alla presentazione online dell’istanza.

🔍 Un controllo preliminare può fare la differenza tra ottenere il contributo o perdere l’opportunità.
Contattaci per una consulenza dedicata e scopri come ottenere il massimo vantaggio previsto dalla normativa vigente.

Assegno Unico e Universale: cos’è, a chi spetta e perché l’ISEE è fondamentale

L’Assegno Unico e Universale è una delle principali misure di sostegno economico alle famiglie con figli a carico. È definito “unico” perché ha sostituito diversi bonus precedenti e “universale” perché spetta a tutte le famiglie, indipendentemente dalla condizione lavorativa.

L’assegno viene erogato mensilmente dall’INPS ed è destinato ai nuclei familiari con:

  • figli minorenni
  • figli maggiorenni fino a 21 anni, se studenti, tirocinanti, disoccupati o in servizio civile
  • figli con disabilità, senza limiti di età
Quanto spetta

L’importo dell’Assegno Unico varia in base all’ISEE del nucleo familiare.
Con un ISEE aggiornato è possibile ottenere:

  • l’importo pieno spettante
  • eventuali maggiorazioni (per famiglie numerose, madri under 21, entrambi i genitori lavoratori, figli disabili)

In assenza di ISEE valido, l’INPS riconosce l’importo minimo, anche se la famiglia avrebbe diritto a somme più alte.
Per questo motivo aggiornare l’ISEE è fondamentale.

Quando e come viene pagato

L’Assegno Unico viene pagato ogni mese direttamente sul conto indicato nella domanda.
Chi ha già presentato la richiesta negli anni precedenti non deve ripresentarla, ma è comunque necessario:

  • verificare i dati
  • rinnovare l’ISEE ogni anno

In caso di variazioni familiari (nuovi figli, cambi di residenza, variazioni lavorative) è importante aggiornare la posizione per evitare errori o ritardi nei pagamenti.

Attenzione a errori e blocchi

Molti problemi legati all’Assegno Unico derivano da:

  • ISEE scaduto o non corretto
  • dati non aggiornati
  • mancate comunicazioni all’INPS

Queste situazioni possono comportare riduzioni dell’importo o sospensioni temporanee.

Il supporto del CAF e Patronato

Presso i nostri uffici ti assistiamo in tutte le fasi:

  • elaborazione e rinnovo dell’ISEE
  • verifica dell’importo spettante
  • controllo delle maggiorazioni
  • assistenza su domande, variazioni e anomalie nei pagamenti

Un controllo oggi può evitare perdite economiche nei mesi successivi.

Noi ti supportiamo in tutte le fasi, perché informarsi è il primo passo per tutelare ciò che ti spetta.

730/2026: chi si prepara ora, risparmia dopo

La dichiarazione dei redditi sembra lontana, ma in realtà inizia adesso.

Conservare e organizzare per tempo:
✅ Spese mediche;
✅ Affitto o mutuo;
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Noi ti supportiamo in tutte le fasi, così da evitare errori e ad ottenere rimborsi corretti e più rapidi.
Un piccolo controllo oggi può valere centinaia di euro domani!