NASpI anche per i detenuti lavoratori: cosa prevede la nuova circolare INPS

L’INPS è intervenuto con una recente circolare per chiarire in modo definitivo un tema molto delicato: il diritto alla NASpI anche per le persone detenute che hanno svolto un’attività lavorativa durante il periodo di detenzione.
Si tratta di un chiarimento importante, che va nella direzione della parità di trattamento e del riconoscimento pieno del valore del lavoro svolto all’interno degli istituti penitenziari.

L’obiettivo della circolare è garantire che, al termine del rapporto di lavoro, anche i detenuti che si trovano in stato di disoccupazione involontaria e che rispettano i requisiti di legge possano accedere all’indennità di disoccupazione al pari di qualsiasi altro lavoratore.

Chi può avere diritto alla NASpI

L’indennità di disoccupazione può essere riconosciuta alle persone detenute che hanno svolto un’attività lavorativa:

  • all’interno degli istituti penitenziari
  • per conto dell’Amministrazione penitenziaria

A condizione che:

  • il rapporto di lavoro sia cessato involontariamente (ad esempio per scadenza del contratto o licenziamento, e non per dimissioni volontarie, salvo le eccezioni previste);
  • siano soddisfatti tutti i requisiti previsti per la NASpI, in particolare quelli contributivi e di anzianità assicurativa.

La circolare fornisce inoltre istruzioni operative alle strutture territoriali INPS su come gestire le domande e verificare correttamente i requisiti contributivi maturati durante il periodo di detenzione.

Perché questa misura è così importante

Il riconoscimento della NASpI ai detenuti lavoratori rappresenta molto più di un semplice adempimento tecnico: è uno strumento concreto di tutela e reinserimento sociale.

In particolare:

  • valorizza il lavoro svolto in carcere, riconoscendogli le stesse tutele previdenziali previste per gli altri lavoratori, quando ne ricorrono i presupposti;
  • offre un sostegno economico nella fase successiva alla cessazione del rapporto di lavoro, spesso coincidente con momenti di particolare fragilità;
  • favorisce il reinserimento lavorativo e sociale, aiutando la persona a non rimanere priva di reddito nel passaggio verso il ritorno alla vita esterna.

In questo modo si conferma un principio fondamentale: il lavoro svolto negli istituti penitenziari non è un lavoro “di serie B”, ma può generare diritti previdenziali reali, nel rispetto delle condizioni fissate dalla normativa.

Come ottenere assistenza per la domanda NASpI

La corretta gestione della pratica è essenziale per non perdere il diritto alla prestazione. Proprio per questo i nostri uffici offrono un’assistenza dedicata a chi, avendo lavorato durante la detenzione, ritiene di poter aver diritto alla NASpI.

Presso i nostri consulenti è possibile:

  • verificare il possesso dei requisiti necessari per l’accesso alla NASpI
  • ottenere chiarimenti sulla documentazione da predisporre
  • compilare e trasmettere in modo corretto la domanda all’INPS
  • ricevere supporto per tutte le pratiche successive legate alle prestazioni di disoccupazione

👉 Per qualsiasi dubbio sulla NASpI o sulle altre misure a sostegno del reddito, ti invitiamo a rivolgerti ai nostri uffici: riceverai una consulenza personalizzata e un’assistenza completa in ogni fase della procedura.

Conoscere e far valere i propri diritti è il primo passo per accedere alle tutele previste dalla legge e affrontare con maggiore serenità ogni passaggio del proprio percorso lavorativo e personale.