Investimenti Sostenibili 4.0 2026: fino al 75% delle spese per le PMI del Mezzogiorno


È operativo il nuovo bando Investimenti Sostenibili 4.0, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per sostenere programmi di investimento innovativi, tecnologicamente avanzati e orientati alla sostenibilità ambientale.

La misura, inserita nel Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027, mette a disposizione 447.595.808,76 euro per le PMI localizzate nelle Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno.

📍 Chi può partecipare

Le agevolazioni sono rivolte alle micro, piccole e medie imprese con sede o unità produttiva nelle seguenti regioni:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Sardegna

Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve:

  • essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
  • avere almeno due bilanci approvati e depositati oppure, per imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi presentate;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi, con la normativa sul lavoro, sulla sicurezza, sull’edilizia e sulla tutela ambientale;
  • non essere sottoposta a liquidazione volontaria o a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento.
💰 Quanto finanzia il bando

Il programma può coprire fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di:

  • 35% di contributo in conto impianti;
  • 40% di finanziamento agevolato, senza interessi e con piano di ammortamento della durata massima prevista dalla misura.mimit.gov+1

La quota restante, pari almeno al 25%, deve essere assicurata dall’impresa mediante risorse proprie oppure attraverso un finanziamento esterno privo di sostegno pubblico.

La dotazione prevede inoltre una riserva del 25% a favore dei programmi presentati da micro e piccole imprese.

🏭 Quali investimenti sono ammessi

I programmi devono avere un elevato contenuto tecnologico e utilizzare in misura prevalente le tecnologie abilitanti collegate al Piano Transizione 4.0.

Sono ammessi progetti finalizzati a:

  • ampliare la capacità produttiva;
  • diversificare la produzione con prodotti mai realizzati in precedenza;
  • modificare in modo sostanziale il processo produttivo;
  • realizzare una nuova unità produttiva;
  • migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale;
  • favorire la transizione verso modelli di economia circolare.

Il programma deve:

  • prevedere spese ammissibili tra 750.000 e 5 milioni di euro;
  • non superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato e depositato, oppure dall’ultima dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone;
  • essere avviato dopo la presentazione della domanda;
  • concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni.
📋 Spese ammissibili

Sono finanziabili le spese strettamente necessarie alla realizzazione dell’investimento, tra cui:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • opere murarie, entro il limite del 40% dei costi ammissibili;
  • programmi informatici e licenze collegati ai beni materiali acquistati;
  • acquisizione di certificazioni ambientali;
  • servizi avanzati di consulenza specialistica sulle tecnologie abilitanti, entro i limiti previsti dal bando;
  • consulenze per la diagnosi energetica, nei casi e nei limiti stabiliti dalla normativa.

Sono ammesse le attività manifatturiere e alcuni servizi alle imprese individuati dal decreto. Restano escluse, tra le altre, specifiche attività relative a siderurgia, estrazione del carbone, costruzione navale, trasporti, produzione e distribuzione di energia, oltre ai progetti che non rispettano il principio europeo DNSH, cioè “non arrecare un danno significativo” agli obiettivi ambientali.

🗓️ Date e modalità di presentazione

La procedura si svolge esclusivamente online tramite la piattaforma Invitalia.

Le scadenze da ricordare sono:

  • 10 settembre 2026, ore 12:00: apertura della fase di compilazione della domanda;
  • 6 ottobre 2026, ore 10:00: apertura dello sportello per l’invio delle istanze;
  • dalle ore 10:00 alle 17:00, dal lunedì al venerdì, sarà possibile trasmettere le domande nei giorni lavorativi.

Ogni impresa può presentare una sola domanda, salvo la possibilità di inoltrarne una nuova in caso di rigetto della precedente. Le istanze sono esaminate secondo l’ordine cronologico giornaliero di presentazione; quelle trasmesse nello stesso giorno sono considerate presentate nello stesso momento.

Per accedere alla procedura sono necessari SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. La domanda deve essere presentata dal rappresentante legale dell’impresa oppure da un soggetto delegato.

🏢 Il nostro supporto alle imprese

Il nostro studio è a disposizione per:

  • verificare i requisiti di accesso;
  • analizzare l’unità produttiva e il programma di investimento;
  • controllare la sostenibilità economico-finanziaria del progetto;
  • individuare le spese ammissibili;
  • predisporre la documentazione tecnica e amministrativa;
  • assistere nella compilazione e nell’invio della domanda tramite Invitalia;
  • supportare l’impresa nella gestione degli adempimenti successivi alla concessione.

👉 Le imprese interessate sono invitate a preparare per tempo bilanci, preventivi, documentazione tecnica, firma digitale e credenziali di accesso alla piattaforma. La tempestività è particolarmente importante perché la procedura è a sportello e le domande vengono valutate secondo l’ordine cronologico previsto.

Investire nella digitalizzazione, nell’efficienza energetica e nella sostenibilità significa rafforzare la competitività dell’impresa e contribuire alla crescita del Mezzogiorno. 📰💼🌱

Scoperta Imprenditoriale II: oltre 505 milioni per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno

Il MIMIT ha attivato il bando “Scoperta Imprenditoriale II”, uno dei principali strumenti 2026 per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale localizzati nelle Regioni meno sviluppate del Sud Italia.
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 7 ottobre 2026, con una dotazione complessiva di 505,8 milioni di euro.

📍 A chi è rivolto e dove

Possono partecipare:

  • imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi), operanti nei settori industriale, agroindustriale o artigianale;
  • organismi di ricerca;
  • reti d’impresa e, in alcuni casi, imprese agricole e di servizi in forma congiunta.

Requisiti chiave per le imprese:

  • avere contabilità ordinaria;
  • aver approvato e depositato almeno due bilanci (o presentato due dichiarazioni dei redditi);
  • rispettare l’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro calamità naturali previsto dalla Legge di Bilancio 2024 per i beni strumentali principali.

I progetti devono essere localizzati nelle Regioni meno sviluppate:
Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

💰 Agevolazioni: fondo perduto + finanziamento agevolato

L’intervento prevede una forma mista:

  • Finanziamento agevolato:
    • 40% dei costi ammissibili per tutti i beneficiari.
  • Contributo a fondo perduto:
    • 40% per micro e piccole imprese;
    • 35% per le medie imprese;
    • 30% per le grandi imprese;
    • per gli organismi di ricerca:
      • 60% per attività di ricerca industriale;
      • 40% per sviluppo sperimentale.

In questo modo, l’intensità complessiva dell’aiuto può risultare molto elevata, soprattutto per PMI e organismi di ricerca.

📊 Caratteristiche dei progetti ammissibili

I progetti devono rispettare precisi parametri:

  • Importo dell’investimento: tra 1 milione e 5 milioni di euro;
    • per le imprese, il costo del progetto non può superare il 60% del fatturato medio degli ultimi due esercizi.
  • Durata: da 18 a 36 mesi (con possibilità di proroga fino a 6 mesi).
  • Tipologia: progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, coerenti con le aree tematiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente e orientati a tecnologie abilitanti (KETs).
  • Avvio: obbligatorio dopo la presentazione della domanda e comunque entro 3 mesi dal decreto di concessione.

È richiesto inoltre un modello collaborativo:

  • nei progetti congiunti: massimo 3 soggetti, con almeno una PMI e una quota minima del 10% dei costi per ciascun partner;
  • nei progetti singoli (PMI / small mid-cap): obbligo di collaborazioni esterne (con organismi di ricerca o consulenti indipendenti) per almeno il 10% dei costi.
🗓️ Tempistiche e sportello

Le date da tenere a mente sono:

  • 24 settembre 2026: apertura della procedura per la compilazione della domanda e caricamento della documentazione sul portale;
  • 7 ottobre 2026, ore 10:00: apertura dello sportello per l’invio delle domande.

Le risorse sono ripartite con una riserva del 60% destinata a PMI e reti d’impresa, di cui una sotto-riserva del 25%riservata a micro e piccole imprese.

🏢 Il nostro supporto alle imprese

Il nostro studio accompagna le aziende in tutte le fasi del bando:

  • verifica dei requisiti di ammissibilità e della solidità economico-finanziaria;
  • analisi della capacità di investimento rispetto al fatturato;
  • supporto nella progettazione di interventi di ricerca e sviluppo coerenti con le linee del bando;
  • predisposizione della domanda, del business plan e della documentazione tecnica ed economica;
  • gestione delle procedure sul portale MIMIT/Invitalia e follow-up della pratica.

👉 Se la tua impresa ha in programma o sta già sviluppando progetti di innovazione e R&S nel Mezzogiorno, ti invitiamo a contattarci per una valutazione preliminare prima dell’apertura dello sportello del 7 ottobre.

Sfruttare strumenti come “Scoperta Imprenditoriale II” significa trasformare idee e investimenti in nuovi prodotti, processi e servizi, rafforzando la competitività dell’impresa e contribuendo allo sviluppo del territorio. 📰🚀💼