Bando Formazione Autotrasporto 2026: contributi fino a 300.000 euro per la formazione professionale

È operativo il Bando Formazione Autotrasporto 2026, previsto dal Decreto Ministeriale n. 94 del 6 maggio 2026 – XVII Edizione. La misura nazionale sostiene la realizzazione di progetti di formazione professionale rivolti al settore dell’autotrasporto di merci per conto di terzi.

Per il 2026 è previsto un fondo nazionale complessivo di 5 milioni di euro.

A chi è rivolto

Possono accedere al bando:

  • imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, con sede principale o secondaria in Italia e regolarmente iscritte al REN;
  • imprese che svolgono esclusivamente attività con veicoli fino a 1,5 tonnellate, regolarmente iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori;
  • consorzi, cooperative e altre forme associate, nei casi previsti dal decreto.

La formazione può riguardare:

  • titolari;
  • soci;
  • amministratori;
  • dipendenti e addetti;
  • autisti;
  • impiegati;
  • dirigenti dipendenti.
Tematiche formative ammesse

I progetti possono concentrarsi su diverse aree di interesse per la crescita e la competitività delle imprese:

  • gestione d’impresa, organizzazione, amministrazione e gestione aziendale;
  • nuove tecnologie, strumenti digitali e sistemi a supporto dei processi;
  • competitività, con attività finalizzate allo sviluppo dell’impresa;
  • sicurezza stradale, procedure operative e aggiornamento professionale;
  • sicurezza sul lavoro, nei limiti previsti dal decreto.

Non sono finanziabili i corsi obbligatori per l’accesso alla professione o per l’acquisizione e il rinnovo di titoli obbligatori.

Quali spese sono ammissibili

Il contributo riguarda i costi effettivamente collegati al progetto formativo, tra cui:

  • docenza;
  • tutoraggio;
  • spese di viaggio e alloggio per formatori e partecipanti;
  • materiali e forniture pertinenti all’iniziativa;
  • ammortamento di strumenti e attrezzature, per la quota riferita all’utilizzo nel progetto;
  • servizi di consulenza collegati alla formazione;
  • costi del personale che partecipa al progetto;
  • spese generali indirette, se correttamente imputate.

È importante distinguere le spese di progetto ammissibili dalle tematiche formative: il fatto che un corso riguardi un’area ammessa non significa che ogni costo sostenuto sia automaticamente finanziabile.

Come si calcola il contributo

Il contributo viene determinato applicando l’intensità di aiuto ai costi ammissibili del progetto:

costi ammissibili × intensità di aiuto = contributo teorico

L’importo riconoscibile è il minore tra il contributo teorico e il massimale previsto per la categoria dell’impresa.

Categoria Intensità massima Massimale
Microimpresa Fino al 70% 15.000 euro
Piccola impresa Fino al 70% 50.000 euro
Media impresa Fino al 60% 100.000 euro
Grande impresa Fino al 50% 150.000 euro
Forme associate Secondo le regole previste Fino a 300.000 euro

È prevista una possibile maggiorazione di 10 punti percentuali per la formazione destinata a lavoratori svantaggiati o con disabilità, nel limite massimo del 70%.

I massimali rappresentano tetti massimi e non importi automaticamente riconosciuti. Il contributo finale sarà calcolato sulla base delle spese effettivamente sostenute, rendicontate e ammesse.

Limiti di ore e costi

Il bando stabilisce alcuni limiti da considerare nella predisposizione del progetto:

  • massimo 30 ore per ciascun autista;
  • massimo 40 ore per ciascun impiegato;
  • docenza riconoscibile fino a 120 euro l’ora;
  • tutoraggio riconoscibile fino a 30 euro l’ora;
  • consulenza collegata al progetto entro il limite massimo del 20% dei costi ammissibili;
  • almeno il 50% dei costi ammissibili deve riguardare le principali spese didattiche previste dal decreto.

Il decreto non indica espressamente un numero minimo di ore di formazione, ma il progetto deve essere coerente, adeguatamente motivato e proporzionato agli obiettivi formativi.

Scadenze da ricordare

Le principali date del Bando Formazione Autotrasporto 2026 sono:

  • 21 settembre 2026: apertura delle domande;
  • 30 ottobre 2026: chiusura dei termini;
  • 1° dicembre 2026: avvio delle attività formative;
  • 12 giugno 2027: termine delle attività formative;
  • 26 luglio 2027: scadenza per la rendicontazione.

Le imprese interessate devono quindi predisporre con attenzione il progetto, individuare i partecipanti e raccogliere la documentazione necessaria entro i termini stabiliti.

Cosa non è finanziabile

Non rientrano tra le spese e le attività finanziabili:

  • corsi obbligatori per l’accesso alla professione;
  • corsi per l’acquisizione o il rinnovo di titoli obbligatori;
  • formazione svolta esclusivamente per adempiere a obblighi nazionali;
  • spese non direttamente collegate al progetto formativo.
Il nostro supporto alle imprese

Il nostro studio è a disposizione delle aziende di autotrasporto per:

  • verificare i requisiti di accesso;
  • individuare le tematiche formative ammissibili;
  • predisporre il progetto di formazione;
  • controllare i costi e i massimali applicabili;
  • assistere nella presentazione della domanda;
  • supportare l’impresa nella gestione delle attività;
  • predisporre la documentazione per la rendicontazione finale.

👉 Invitiamo le imprese interessate a non attendere gli ultimi giorni e a verificare tempestivamente la propria posizione. Una corretta progettazione consente di valorizzare al meglio il contributo disponibile ed evitare l’esclusione di costi o attività non ammissibili.

Investire nella formazione significa migliorare la sicurezza, rafforzare le competenze e aumentare la competitività dell’impresa di autotrasporto.

Indennità di frequenza: al via le verifiche per il nuovo anno scolastico

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, è importante per le famiglie che percepiscono l’indennità mensile di frequenza verificare la corretta posizione della prestazione e gli eventuali adempimenti necessari per garantirne la continuità.
L’indennità di frequenza è una prestazione economica riconosciuta dall’INPS ai minori che si trovano nelle condizioni previste dalla normativa e che frequentano scuole pubbliche o private, centri di formazione professionale o specifici centri terapeutici e riabilitativi.

La nuova iscrizione è importante

Con il nuovo anno scolastico possono cambiare l’istituto frequentato, il grado di istruzione o altri dati relativi alla frequenza.
L’INPS prevede infatti l’obbligo di comunicare la cessazione della frequenza e il cambio di istituto scolastico; per i minori in età di scuola dell’obbligo sono previste specifiche dichiarazioni relative alla frequenza e alle eventuali variazioni.

Per questo motivo, invitiamo le famiglie interessate a rivolgersi ai nostri uffici con la documentazione relativa alla nuova iscrizione scolastica per l’anno 2026/2027, così da poter verificare la posizione e gli adempimenti necessari per la prosecuzione della prestazione.

Cosa portare

Per effettuare la verifica consigliamo di portare:

  • certificato o attestazione di iscrizione/frequenza scolastica per l’anno 2026/2027;
  • documento del genitore o tutore;
  • codice fiscale del minore;
  • eventuale documentazione relativa alla precedente prestazione;
  • eventuali comunicazioni ricevute dall’INPS.

La documentazione potrà essere utilizzata per verificare la situazione e procedere, quando necessario, con gli adempimenti previsti.

Meglio verificare per tempo

L’indennità di frequenza viene corrisposta per la durata della frequenza e l’INPS effettua controlli sulla permanenza dei requisiti. L’Istituto ha inoltre sviluppato procedure automatizzate per acquisire le informazioni sulla frequenza scolastica e procedere al ricalcolo delle prestazioni sospese durante il periodo estivo.

Per evitare eventuali ritardi nella ripresa dei pagamenti, invitiamo quindi le famiglie a non aspettare e a far verificare la propria posizione.

Il nostro ufficio è a disposizione

👉 Se tuo figlio percepisce l’indennità di frequenza, vieni presso i nostri uffici con l’iscrizione alla scuola per il nuovo anno scolastico. Provvederemo a verificare la posizione e a indicarti gli eventuali adempimenti necessari per la prosecuzione della prestazione.

Un semplice controllo oggi può aiutare a evitare problemi e ritardi nell’erogazione della prestazione.

Quando le dimissioni possono dare diritto alla NASpI: il chiarimento INPS su violenza e atti persecutori

La normativa sulla NASpI considera le dimissioni per giusta causa tra le ipotesi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro, aprendo così alla possibilità di accedere all’indennità di disoccupazione anche in caso di recesso volontario, purché sussistano condizioni eccezionali e documentate.
Con un recente intervento, l’INPS ha precisato che anche atti persecutori o forme di violenza di genere, pur provenienti da persone estranee all’ambiente di lavoro, possono in determinate circostanze rendere impossibile la prosecuzione dell’attività lavorativa e quindi configurare una giusta causa di dimissioni.

Necessarie condizioni concrete e documentate

L’INPS sottolinea che la sola presenza di atti persecutori o di violenza non determina automaticamente il diritto alla NASpI.
Devono essere presenti elementi chiari, oggettivi e documentati che dimostrino il collegamento tra la situazione di violenza e l’impossibilità di proseguire il rapporto di lavoro.

In particolare, la situazione deve essere tale da incidere sull’equilibrio psicofisico della vittima o sulle normali abitudini strettamente collegate allo svolgimento dell’attività lavorativa.
Un esempio tipico è rappresentato da molestie o atti persecutori che si verificano abitualmente lungo il percorso utilizzato dalla vittima per recarsi al lavoro, al punto da non consentirle di raggiungere il luogo di lavoro in condizioni di sicurezza.

La valutazione deve quindi essere effettuata caso per caso, verificando concretamente il nesso tra gli episodi di violenza e la necessità di interrompere il rapporto di lavoro.

Un’importante tutela per le vittime

Il chiarimento dell’INPS riconosce una particolare situazione di vulnerabilità: quando la prosecuzione dell’attività lavorativa diventa concretamente incompatibile con la necessità di proteggere la propria vita e la propria incolumità, le dimissioni possono essere considerate non come una libera scelta del lavoratore, ma come un recesso necessario determinato da circostanze esterne.

In questi casi, una volta verificati tutti i requisiti previsti dalla normativa sulla NASpI, può quindi essere riconosciuto il diritto all’indennità di disoccupazione.

Assistenza presso i nostri uffici

Si tratta di situazioni particolarmente delicate, nelle quali è importante verificare attentamente la documentazione disponibile e le condizioni richieste dall’INPS.
Il nostro studio è a disposizione per fornire assistenza nella:

  • verifica dei requisiti;
  • predisposizione della documentazione;
  • presentazione della domanda NASpI.

👉 Chi si trova costretto a lasciare il proprio lavoro per una situazione di violenza o di grave pericolo può rivolgersi ai nostri uffici per verificare la propria posizione e conoscere le tutele previdenziali previste.

La tutela della persona viene prima di tutto: anche nei momenti più difficili è importante conoscere e far valere i propri diritti.

Assunzione di madri con almeno tre figli: esonero contributivo fino a 8.000 euro annui

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono donne madri di almeno tre figli.
Con la circolare INPS n. 82 del 29 luglio 2026, l’Istituto ha fornito le istruzioni operative e contabili per accedere all’agevolazione, definendo requisiti, durata e modalità di richiesta.

Chi può beneficiare dell’agevolazione

L’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo, che dal 1° gennaio 2026 assumono lavoratrici in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere madre di almeno tre figli, di cui almeno tre di età inferiore ai 18 anni al momento dell’assunzione;
  • essere priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Il requisito relativo ai tre figli deve sussistere al momento dell’assunzione e comprende anche i figli adottivi e in affidamento.

Contributi azzerati fino a 8.000 euro

L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.
Il beneficio è riconosciuto fino a un massimo di 8.000 euro all’anno per ciascuna lavoratrice, riparametrato su base mensile.
Rimane invece ferma l’aliquota utilizzata per il calcolo delle prestazioni pensionistiche.

Quanto dura l’esonero?

La durata dell’agevolazione dipende dalla tipologia di rapporto instaurato:

  • 12 mesi per le assunzioni a tempo determinato, anche tramite somministrazione;
  • 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato;
  • 18 mesi nel caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine già agevolato.

Sono invece esclusi dall’agevolazione, tra gli altri:

  • i rapporti di lavoro domestico;
  • i contratti di apprendistato;
  • le assunzioni effettuate dalle pubbliche amministrazioni.
Come possono richiederlo le aziende

Per usufruire dell’esonero, il datore di lavoro deve presentare l’apposita richiesta telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), utilizzando il modulo “ELM3”.
L’INPS verifica il possesso dei requisiti, la disponibilità delle risorse e i dati relativi al rapporto di lavoro prima di autorizzare la fruizione dell’agevolazione.

Le istruzioni della circolare disciplinano inoltre le modalità di esposizione dell’agevolazione nei flussi UniEmens, comprese le modalità per recuperare gli eventuali importi spettanti per i periodi precedenti.

Assistenza per le aziende

La nuova agevolazione rappresenta un’opportunità importante per i datori di lavoro che intendono assumere personale in possesso dei requisiti previsti.
Il nostro studio è a disposizione di aziende e datori di lavoro per:

  • verificare i requisiti;
  • controllare la posizione contributiva;
  • predisporre le richieste telematiche;
  • fornire assistenza nella gestione dell’agevolazione e degli adempimenti INPS.

Prima di procedere con una nuova assunzione è consigliabile verificare preventivamente la possibilità di accedere agli incentivi disponibili, così da applicare correttamente le agevolazioni contributive previste dalla normativa.

Investimenti Sostenibili 4.0 2026: fino al 75% delle spese per le PMI del Mezzogiorno


È operativo il nuovo bando Investimenti Sostenibili 4.0, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per sostenere programmi di investimento innovativi, tecnologicamente avanzati e orientati alla sostenibilità ambientale.

La misura, inserita nel Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027, mette a disposizione 447.595.808,76 euro per le PMI localizzate nelle Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno.

📍 Chi può partecipare

Le agevolazioni sono rivolte alle micro, piccole e medie imprese con sede o unità produttiva nelle seguenti regioni:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Sardegna

Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve:

  • essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
  • avere almeno due bilanci approvati e depositati oppure, per imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi presentate;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi, con la normativa sul lavoro, sulla sicurezza, sull’edilizia e sulla tutela ambientale;
  • non essere sottoposta a liquidazione volontaria o a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento.
💰 Quanto finanzia il bando

Il programma può coprire fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di:

  • 35% di contributo in conto impianti;
  • 40% di finanziamento agevolato, senza interessi e con piano di ammortamento della durata massima prevista dalla misura.mimit.gov+1

La quota restante, pari almeno al 25%, deve essere assicurata dall’impresa mediante risorse proprie oppure attraverso un finanziamento esterno privo di sostegno pubblico.

La dotazione prevede inoltre una riserva del 25% a favore dei programmi presentati da micro e piccole imprese.

🏭 Quali investimenti sono ammessi

I programmi devono avere un elevato contenuto tecnologico e utilizzare in misura prevalente le tecnologie abilitanti collegate al Piano Transizione 4.0.

Sono ammessi progetti finalizzati a:

  • ampliare la capacità produttiva;
  • diversificare la produzione con prodotti mai realizzati in precedenza;
  • modificare in modo sostanziale il processo produttivo;
  • realizzare una nuova unità produttiva;
  • migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale;
  • favorire la transizione verso modelli di economia circolare.

Il programma deve:

  • prevedere spese ammissibili tra 750.000 e 5 milioni di euro;
  • non superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato e depositato, oppure dall’ultima dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone;
  • essere avviato dopo la presentazione della domanda;
  • concludersi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni.
📋 Spese ammissibili

Sono finanziabili le spese strettamente necessarie alla realizzazione dell’investimento, tra cui:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • opere murarie, entro il limite del 40% dei costi ammissibili;
  • programmi informatici e licenze collegati ai beni materiali acquistati;
  • acquisizione di certificazioni ambientali;
  • servizi avanzati di consulenza specialistica sulle tecnologie abilitanti, entro i limiti previsti dal bando;
  • consulenze per la diagnosi energetica, nei casi e nei limiti stabiliti dalla normativa.

Sono ammesse le attività manifatturiere e alcuni servizi alle imprese individuati dal decreto. Restano escluse, tra le altre, specifiche attività relative a siderurgia, estrazione del carbone, costruzione navale, trasporti, produzione e distribuzione di energia, oltre ai progetti che non rispettano il principio europeo DNSH, cioè “non arrecare un danno significativo” agli obiettivi ambientali.

🗓️ Date e modalità di presentazione

La procedura si svolge esclusivamente online tramite la piattaforma Invitalia.

Le scadenze da ricordare sono:

  • 10 settembre 2026, ore 12:00: apertura della fase di compilazione della domanda;
  • 6 ottobre 2026, ore 10:00: apertura dello sportello per l’invio delle istanze;
  • dalle ore 10:00 alle 17:00, dal lunedì al venerdì, sarà possibile trasmettere le domande nei giorni lavorativi.

Ogni impresa può presentare una sola domanda, salvo la possibilità di inoltrarne una nuova in caso di rigetto della precedente. Le istanze sono esaminate secondo l’ordine cronologico giornaliero di presentazione; quelle trasmesse nello stesso giorno sono considerate presentate nello stesso momento.

Per accedere alla procedura sono necessari SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. La domanda deve essere presentata dal rappresentante legale dell’impresa oppure da un soggetto delegato.

🏢 Il nostro supporto alle imprese

Il nostro studio è a disposizione per:

  • verificare i requisiti di accesso;
  • analizzare l’unità produttiva e il programma di investimento;
  • controllare la sostenibilità economico-finanziaria del progetto;
  • individuare le spese ammissibili;
  • predisporre la documentazione tecnica e amministrativa;
  • assistere nella compilazione e nell’invio della domanda tramite Invitalia;
  • supportare l’impresa nella gestione degli adempimenti successivi alla concessione.

👉 Le imprese interessate sono invitate a preparare per tempo bilanci, preventivi, documentazione tecnica, firma digitale e credenziali di accesso alla piattaforma. La tempestività è particolarmente importante perché la procedura è a sportello e le domande vengono valutate secondo l’ordine cronologico previsto.

Investire nella digitalizzazione, nell’efficienza energetica e nella sostenibilità significa rafforzare la competitività dell’impresa e contribuire alla crescita del Mezzogiorno. 📰💼🌱

Scoperta Imprenditoriale II: oltre 505 milioni per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno

Il MIMIT ha attivato il bando “Scoperta Imprenditoriale II”, uno dei principali strumenti 2026 per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale localizzati nelle Regioni meno sviluppate del Sud Italia.
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 7 ottobre 2026, con una dotazione complessiva di 505,8 milioni di euro.

📍 A chi è rivolto e dove

Possono partecipare:

  • imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi), operanti nei settori industriale, agroindustriale o artigianale;
  • organismi di ricerca;
  • reti d’impresa e, in alcuni casi, imprese agricole e di servizi in forma congiunta.

Requisiti chiave per le imprese:

  • avere contabilità ordinaria;
  • aver approvato e depositato almeno due bilanci (o presentato due dichiarazioni dei redditi);
  • rispettare l’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro calamità naturali previsto dalla Legge di Bilancio 2024 per i beni strumentali principali.

I progetti devono essere localizzati nelle Regioni meno sviluppate:
Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

💰 Agevolazioni: fondo perduto + finanziamento agevolato

L’intervento prevede una forma mista:

  • Finanziamento agevolato:
    • 40% dei costi ammissibili per tutti i beneficiari.
  • Contributo a fondo perduto:
    • 40% per micro e piccole imprese;
    • 35% per le medie imprese;
    • 30% per le grandi imprese;
    • per gli organismi di ricerca:
      • 60% per attività di ricerca industriale;
      • 40% per sviluppo sperimentale.

In questo modo, l’intensità complessiva dell’aiuto può risultare molto elevata, soprattutto per PMI e organismi di ricerca.

📊 Caratteristiche dei progetti ammissibili

I progetti devono rispettare precisi parametri:

  • Importo dell’investimento: tra 1 milione e 5 milioni di euro;
    • per le imprese, il costo del progetto non può superare il 60% del fatturato medio degli ultimi due esercizi.
  • Durata: da 18 a 36 mesi (con possibilità di proroga fino a 6 mesi).
  • Tipologia: progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, coerenti con le aree tematiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente e orientati a tecnologie abilitanti (KETs).
  • Avvio: obbligatorio dopo la presentazione della domanda e comunque entro 3 mesi dal decreto di concessione.

È richiesto inoltre un modello collaborativo:

  • nei progetti congiunti: massimo 3 soggetti, con almeno una PMI e una quota minima del 10% dei costi per ciascun partner;
  • nei progetti singoli (PMI / small mid-cap): obbligo di collaborazioni esterne (con organismi di ricerca o consulenti indipendenti) per almeno il 10% dei costi.
🗓️ Tempistiche e sportello

Le date da tenere a mente sono:

  • 24 settembre 2026: apertura della procedura per la compilazione della domanda e caricamento della documentazione sul portale;
  • 7 ottobre 2026, ore 10:00: apertura dello sportello per l’invio delle domande.

Le risorse sono ripartite con una riserva del 60% destinata a PMI e reti d’impresa, di cui una sotto-riserva del 25%riservata a micro e piccole imprese.

🏢 Il nostro supporto alle imprese

Il nostro studio accompagna le aziende in tutte le fasi del bando:

  • verifica dei requisiti di ammissibilità e della solidità economico-finanziaria;
  • analisi della capacità di investimento rispetto al fatturato;
  • supporto nella progettazione di interventi di ricerca e sviluppo coerenti con le linee del bando;
  • predisposizione della domanda, del business plan e della documentazione tecnica ed economica;
  • gestione delle procedure sul portale MIMIT/Invitalia e follow-up della pratica.

👉 Se la tua impresa ha in programma o sta già sviluppando progetti di innovazione e R&S nel Mezzogiorno, ti invitiamo a contattarci per una valutazione preliminare prima dell’apertura dello sportello del 7 ottobre.

Sfruttare strumenti come “Scoperta Imprenditoriale II” significa trasformare idee e investimenti in nuovi prodotti, processi e servizi, rafforzando la competitività dell’impresa e contribuendo allo sviluppo del territorio. 📰🚀💼