Auto nuova a 100 euro al mese: arriva il noleggio sociale

Un’auto nuova a basse emissioni con un canone di 100 euro al mese: è questa la novità prevista dal programma sperimentale di noleggio sociale a lungo termine, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito dall’Automobile Club d’Italia.

La misura è rivolta alle persone con redditi più bassi e punta a favorire una mobilità più accessibile, incentivando allo stesso tempo la sostituzione delle vetture più vecchie e inquinanti con veicoli nuovi e a minori emissioni.

Chi può richiederlo

Il programma è destinato alle persone fisiche che rispettano i requisiti previsti dalla normativa. In particolare, sarà necessario:

  • avere un ISEE inferiore a 30.000 euro;
  • essere una persona fisica;
  • rottamare un’automobile fino alla classe ambientale Euro 4;
  • essere proprietari del veicolo da rottamare da almeno 12 mesi;
  • rispettare gli ulteriori requisiti che saranno indicati nella procedura di accesso.

L’auto assegnata dovrà essere nuova, immatricolata in Italia, appartenere alla categoria delle autovetture e rispettare le caratteristiche previste in materia di emissioni.

100 euro al mese per 3 anni

Il contratto di noleggio avrà una durata minima di 36 mesi e prevede un canone sociale di 100 euro al mese, IVA inclusa.

È previsto un limite di percorrenza pari a:

  • 12.000 chilometri all’anno;
  • fino a 36.000 chilometri nel periodo minimo di tre anni.

Il canone include alcuni dei principali costi connessi alla gestione del veicolo, tra cui:

  • assicurazione;
  • manutenzione;
  • bollo auto;
  • assistenza stradale.

Restano invece a carico dell’utilizzatore le normali spese di utilizzo, come carburante o ricarica, eventuali multe, pedaggi autostradali e costi derivanti da utilizzi non conformi al contratto.

Cosa accade alla fine del noleggio

Al termine dei tre anni di noleggio, l’utilizzatore potrà valutare l’acquisto del veicolo secondo le condizioni previste dal programma.

È prevista la possibilità di acquistare l’auto beneficiando di uno sconto del 10% sul valore di mercato, secondo le modalità che saranno definite nei documenti contrattuali e nella disciplina operativa della misura.

Come e quando presentare domanda

Il programma sarà gestito dall’ACI attraverso uno specifico sportello telematico.

Le domande saranno valutate in ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse disponibili. Per questo sarà importante verificare in anticipo il possesso dei requisiti e predisporre la documentazione necessaria.

Tra i documenti che potrebbero essere richiesti rientrano:

  • ISEE in corso di validità;
  • documento di identità;
  • codice fiscale;
  • carta di circolazione del veicolo da rottamare;
  • documentazione che dimostri il possesso dell’auto da almeno 12 mesi;
  • eventuale documentazione aggiuntiva prevista dallo sportello telematico.
Il nostro supporto

Il nostro ufficio è a disposizione per assistere le persone interessate nella verifica preliminare della propria posizione.

Possiamo aiutarti a:

  • controllare la validità e l’importo dell’ISEE;
  • verificare i requisiti relativi al veicolo da rottamare;
  • controllare la documentazione necessaria;
  • fornire aggiornamenti sull’apertura dello sportello ACI;
  • assistere nella presentazione della domanda, quando la procedura sarà attiva.

👉 Se possiedi un’auto fino a Euro 4 e hai un ISEE inferiore a 30.000 euro, ti invitiamo a verificare fin da ora la tua situazione. Prepararsi per tempo può fare la differenza, soprattutto se l’accesso avverrà in ordine cronologico e fino a esaurimento delle risorse.

Il noleggio sociale può rappresentare un’opportunità concreta per accedere a un’auto nuova, con costi certi e più sostenibili per il bilancio familiare.

Bonus affitto per genitori separati e divorziati: fino a 6.000 euro l’anno

È in arrivo una nuova misura di sostegno per madri e padri separati o divorziati con figli a carico che, dopo la fine della convivenza, devono affrontare le spese per una nuova abitazione.
La Legge di Bilancio 2026 ha previsto il Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati con figli a carico, finanziato con 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028.

L’obiettivo è offrire un aiuto concreto al genitore non assegnatario della casa familiare che deve sostenere un canone di locazione, continuando allo stesso tempo a far fronte alle proprie responsabilità verso i figli.

Un contributo fino a 500 euro al mese

Secondo le indicazioni diffuse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il contributo potrà coprire il 50% delle spese di affitto, fino a un importo massimo di:

  • 500 euro al mese;
  • 6.000 euro complessivi nell’arco di un anno.

Il sostegno è pensato per alleggerire il costo di una nuova locazione per chi, in seguito a separazione o divorzio, non può continuare ad abitare nell’immobile destinato alla famiglia.

Chi potrebbe accedere al bonus

Tra i requisiti indicati nelle informazioni attualmente disponibili rientrano:

  • essere genitore separato o divorziato;
  • avere almeno un figlio fiscalmente a carico;
  • non essere assegnatario dell’abitazione familiare;
  • rispettare gli obblighi di mantenimento previsti;
  • disporre di un regolare contratto di locazione per la nuova abitazione;
  • non essere proprietario di altri immobili entro la distanza che sarà definita dalla disciplina attuativa;
  • possedere un reddito annuo entro il limite che dovrebbe essere fissato a 35.000 euro.

Si tratta di indicazioni preliminari: requisiti, priorità, condizioni di esclusione e documentazione da presentare saranno definiti con precisione dal futuro bando attuativo.

Non conta l’ISEE: rileva il reddito IRPEF

Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda il parametro economico utilizzato per verificare il diritto al contributo.
Il riferimento non dovrebbe essere l’ISEE, ma il reddito risultante dalla dichiarazione ai fini IRPEF.

Sarà quindi particolarmente importante disporre della documentazione reddituale aggiornata, come:

  • dichiarazione dei redditi;
  • modello 730 o modello Redditi Persone Fisiche;
  • Certificazione Unica;
  • documentazione relativa al contratto di affitto;
  • eventuale provvedimento di separazione o divorzio;
  • documentazione relativa agli obblighi di mantenimento.
Quando si potrà presentare la domanda

Al momento il contributo non è ancora operativo.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato il 16 settembre 2026 l’obiettivo di pubblicare il bando durante l’autunno 2026.

Sarà il provvedimento attuativo a stabilire in modo definitivo:

  • requisiti di accesso;
  • soglie reddituali;
  • documenti richiesti;
  • modalità telematiche di invio;
  • criteri di priorità;
  • tempi di presentazione delle domande;
  • regole per il riconoscimento e il pagamento del contributo.
Il nostro ufficio è a disposizione

In vista dell’apertura delle domande, invitiamo i genitori separati o divorziati interessati alla misura a rivolgersi ai nostri uffici per una verifica preliminare della propria situazione.

Possiamo offrire assistenza per:

  • controllare i requisiti previsti dalla normativa;
  • verificare la documentazione reddituale ai fini IRPEF;
  • esaminare la situazione relativa al contratto di locazione;
  • individuare i documenti utili per la domanda;
  • predisporre l’istanza quando verrà pubblicato il bando;
  • seguire gli aggiornamenti sull’apertura della procedura.

👉 Non è necessario aspettare la pubblicazione del bando per iniziare a prepararsi. Verificare in anticipo i documenti disponibili e la propria posizione può consentire di presentare la domanda in modo più rapido e completo quando la procedura sarà attivata.

Il nuovo bonus affitto punta a offrire un sostegno concreto ai genitori che, dopo una separazione o un divorzio, devono affrontare il costo di una nuova casa continuando a prendersi cura dei propri figli.